Chi siamo...

Le Piccole canaglie sono una compagnia teatrale che lavora in lingua italiana a Bruxelles; composta di bambini, ragazzi ed adulti è attiva da più di dieci anni e mette in scena musical per ragazzi: I tre porcellini, Mary Poppins, Peter Pan, Pinocchio, Pierino e il lupo, Alice e il Paese delle Meraviglie, Oliver, Matilda, La fabbrica del cioccolato, Hercules e Sogno di una notte di Mezza Estate …il prossimo in Dicembre sarà Notre Dame!

Come facciamo teatro? Durante le prove si trascorre tanto tempo insieme al freddo nelle palestre e nelle soffitte e quando fortunati nei teatri … ma non importa, sono ore tra amici a ridere delle battute sul copione o a cantare a squarciagola le canzoni con il gruppo per la registrazione.
Sono momenti che resteranno per sempre nella nostra memoria, nei quali vieni aiutato a crescere e allo stesso tempo aiuti i tuoi compagni di avventura a dare il meglio.
Cosa insegna il teatro?
Prima di tutto s’impara che esistono i no, che vi può essere un rifiuto e come fare per affrontarlo.
Puoi essere rifiutato pur essendo il migliore perché non sei adatto alla parte richiesta.  La prima volta è veramente dura, poi con il tempo rinforzi la fiducia in te stesso, impari a vedere le cose sotto un altro punto di vista e ad accettare le critiche.
Poi s’impara che il successo non si ottiene senza un duro lavoro. I tempi per mettere in scena una produzione sono lunghissimi e pieni di rinunce …non si fa un disco senza provare e riprovare, non entri in scena se non sai la tua parte alla perfezione insieme con  gli altri.
Il teatro lavora sulla tua empatia. Per entrare nel carattere di un personaggio devi imparare a “metterti nei panni” di un’altra persona. Ma allo stesso tempo impari anche a proteggere la tua spontaneità, ne capisci il valore e la coltivi, e conservi la tua originalità.
Si impara a diventare degli assi nel risolvere i problemi! Sì, è proprio così: show must go on. Davanti a tutte le difficoltà impari ad inquadrare il problema e a trovare in fretta una soluzione spesso sotto stress, spesso da solo. Il cambio veloce non ti spaventa più e ti adegui immediatamente al nuovo ruolo del compagno che sta male, al vestito che si è strappato, all’oggetto che ti manca in scena, alla battuta del tuo compagno che non arriva, o peggio: alla battuta sbagliata.
Impari dove mettere i piedi e a cosa fartene delle tue mani se non puoi metterle in tasca … impari a controllare meglio il tuo corpo, impari a parlare, a proiettare la voce, la corretta dizione. Perché no! Potrebbe tornarti utile per un colloquio di lavoro, per un esame all’università, davanti a quella ragazza che tanto ti piace.
Impari anche ad avere un po’ di fifa! Ti entra e ti fa tremare, sudare le mani, dimenticare le battute. Tutto è nero, non ci sono proiettori accesi …respiro profondamente, alzo la testa ed entro comunque in scena, e piano piano le farfalle che agitavano il mio stomaco sono scomparse.
… ma forse la cosa più importante di tutte, è che impari a crearti amicizie profonde, legami fantastici, confidi quella fiducia nel tuo compagno di teatro che raramente avresti mai confidato ad un’altra persona. Dietro le quinte ti guardi perso e cerchi intorno a te amici, guardi a destra c’è il tuo regista che ti sorride e ti sprona a rimanere calmo, a sinistra la suggeritrice che ti fa l’occhiolino, lei sa quali sono le battute che tu non ricordi, lei se lo ricorda e ti aiuterà discretamente al momento giusto non prima non dopo, davanti a te hai i tecnici della scena che ti incoraggiano con i pollici alzati. In scena ci sono i tuoi compagni che ti aspettano ed hanno fiducia in te e tu ti butti ad occhi chiusi, sai che ci sono loro che ti prenderanno e che nessuno di loro ti lascerà cadere.
Queste amicizie difficilmente si chiudono dopo la chiusura del sipario. E c’è, infine, lo struggente, magnifico ricordo di aver partecipato ogni volta ad una nuova straordinaria avventura.

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